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ARTICOLO
2 ottobre 2026 Aggiornato il 26 settembre 2026 2 min di lettura

Google: l'ottimizzazione per la ricerca AI resta SEO, llms.txt non aiuta il posizionamento

La guida ufficiale di Google all'ottimizzazione per l'AI ridefinisce il marketing GEO/AEO come normali fondamentali SEO, e dice chiaramente che llms.txt non ha ruolo speciale nelle funzioni di AI generativa di Google Search.

In questo articolo
  1. Il messaggio centrale
  2. Il mito che Google smonta esplicitamente
  3. Cosa privilegiare invece

Google ha pubblicato una guida ufficiale in cui afferma che ottimizzare un sito web per le funzionalità di AI generativa nella Ricerca è, parole dell'azienda, ancora SEO, non una disciplina separata che richiede nuove tattiche. La guida, pubblicata su Google Search Central a maggio 2026, affronta direttamente termini di marketing come GEO e AEO che circolano come se richiedessero un manuale distinto.

Vista ravvicinata delle mani di una persona che digita su una tastiera del laptop accanto a una tazza di caffè e un telefono
Foto: Parker Byrd (CC0), Wikimedia Commons.

Il messaggio centrale

La posizione dichiarata di Google è che le funzionalità di AI generativa nella Ricerca "affondano le radici nei nostri sistemi fondamentali di ranking e qualità della Ricerca", quindi le basi che già contano per il posizionamento — contenuti unici, utili e incentrati sulle persone; possibilità di scansione e indicizzazione; una struttura tecnica chiara; e dati in pagina accurati — sono le stesse basi che contano per comparire in AI Overviews e AI Mode. Non esiste un sistema di ranking separato da sfruttare.

Il mito che Google smonta esplicitamente

La guida afferma chiaramente che Google Search non utilizza llms.txt o file simili leggibili solo dalle macchine per l'AI ai fini del ranking o dell'inclusione nelle sue funzionalità generative. Il crawler di Google può scoprire un file del genere, ma viene trattato come qualsiasi altro file di testo, senza alcun percorso di indicizzazione speciale. Mantenerne uno non è dannoso, poiché alcuni altri sistemi di AI e agenti lo consultano, ma non fa nulla per la visibilità specificamente su Google Search. La stessa opera di sfatamento si estende al "chunking" dei contenuti in frammenti ottimizzati per l'AI e ai dati strutturati come presunto fattore scatenante per le citazioni dell'AI: nessuno dei due è necessario, perché i sistemi di Google analizzano già pagine multi-topic e abbinano i sinonimi anche senza di essi.

Cosa privilegiare invece

Per i team di contenuti e SEO, la checklist pratica indicata da Google è poco affascinante: evita che le regole di robots.txt e CDN blocchino Googlebot, assicurati che le affermazioni importanti siano presenti come testo visibile in pagina anziché solo in immagini o script, allinea gli eventuali dati strutturati a ciò che un visitatore vede realmente e usa il report sulle prestazioni di AI generativa di Search Console per monitorare le performance dei contenuti in queste superfici. Niente di tutto questo è un consiglio nuovo, ed è proprio questo il punto di Google.

Fonti: Google Search Central, Google Search Central Blog.